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UPI PUGLIA: “ALTRA TEGOLA SUL GOVERNO NAZIONALE ANCHE IL TAR LIGURIA ORDINA DI RESTITUIRE 1,2 MILIARDI DI EURO TOLTI ALLE PROVINCE DALLA SPENDING REVIEW”

Dopo quella della Corte Costituzionale, le Province italiane incassano un’altra importante pronuncia da parte del Tar Liguria: i giudici amministrativi hanno, infatti, accolto il ricorso presentato dalla Provincia di Genova contro il Decreto del Ministero dell’Interno del 25 ottobre 2012 (Governo Monti), che in attuazione dell’articolo 16 (comma 7)  del Disegno di Legge n. 95 del 2012 (convertito in legge nello stesso anno n. 135, la cosiddetta “Spending Review” che aveva stabilito anche l’abolizione e il riordino delle Province) ha apportato tagli ai bilanci provinciali di 500mila euro nel 2012 e di un miliardo e 200mila euro per quest’anno. Complessivamente oltre il 14% della spesa complessiva delle Province.

Secondo i giudizi del Tar ligure l’illegittimità del Decreto del Viminale è derivato da una non corretta interpretazione del suddetto articolo, lì dove si parla di “spese per consumi intermedi”, interpretando queste come il complesso delle spese riguardanti i bilanci delle Province. Secondo i magistrati amministrativi, invece, per “spese per consumi intermedi” devono intendersi quelle per il funzionamento degli uffici (come da Regolamento Ce n. 2223 del 1996), vale a dire i costi di:  luce, gas, acqua, canoni, appalti pulizie, approvvigionamenti, stipendi, indennità e consulenze.

Il Ministero dell’Interno, invece, ha preso in considerazione per i tagli quelli che, invece, sono le “spese per i consumi finali”, ovvero quei servizi che non servono per il funzionamento dell’ente, ma che offrono servizi direttamente ai cittadini, vale a dire le spese per: la manutenzione delle scuole, la realizzazione e la manutenzione della rete di trasporti di competenza provinciale, la formazione e le politiche del lavoro.

L’UPI Puglia, in accordo con l’UPI nazionale, a seguito di questo importante pronunciamento chiede immediatamente di aprire subito un confronto con il Governo per sanare al più presto  gli effetti negativi prodotti sui bilanci con i tagli, solo per quest’anno, di un miliardo e 200mila euro, per continuare ad offrire ai propri cittadini servizi idonei ed adeguati. Servizi che a seguito della decisione della Consulta – che ha bocciato l’abolizione e il riordino delle Province previsto dal Governo Monti – dovranno continuare a essere offerti dagli enti provinciali fino a quando non sarà approvato (e semmai sarà approvato) il disegno di legge costituzionale che il Governo Letta si appresta a presentare al  in Parlamento. Tenuto conto, come già annunciato, che l’UPI nazionale mercoledì prossimo, 24 luglio, presenterà una proposta di Riforma complessiva dell’impianto costituzionale per il riordino degli enti locali (Regione, Prrovince e Comuni) . Intendiamo così interpretare in maniera autentica l’intento della Consulta che non ha solo bocciato il metodo legislativo con il quale il Governo Monti ha abolito enti costituzionalmente previsti, ma ha anche indicato – e quando le motivazioni della sentenza saranno depositate sarà anche più chiaro il concetto – qual è la via per l’eventuale abolizione delle Province: una proposta di revisione costituzionale organica e completa, non effettuazione di semplici “tagli”.

L’UPI Puglia, infine, in merito alla sentenza del Tar Liguria è pronta anche a proporre al Governo soluzioni per trovare le risorse economiche da destinare alle Province: gran parte della spesa nazionale viene assorbita dai Ministeri, dalle Fondazioni, dai Consorzi e dalle Regioni (per esempio, magari iniziando ad abolire le Regioni a Statuto speciale che non hanno, ormai, nessun senso istituzionale). Una migliore razionalizzazione di questa enorme somma di denaro consentirebbe il recupero di importanti fondi da destinare ai servizi ai cittadini.